21.5.10

Quelli di Google son dei fighi.


Figata!
Auguri Pac, 30 anni e non sentirli.

Cassidy - L'ultimo Blues. 1 di 18.


Ogni volta che esce il primo numero di una nuova miniserie scatto sempre sull'attenti, dirigendomi verso l'edicolante di fiducia.
Il mio rapporto con le mini è molto buono, nel senso che sono favorevole all'iniziativa e cerco sempre di sondare il terreno, procurandomi almeno i primi numeri per vedere che aria tira e se è il caso di continuare o no.

Cassidy è la nuova miniserie Bonelli affidata a Pasquale Ruju e una fonita scuderia di disegnatori, tra vecchie conoscenze e nuovi arrivi, come Davide Furnò, Paolo Armitano, Elisabetta Barletta e Luigi Cavenago.
Si tratta fondamentalmente di una storia di vendetta, che parte da una rapina iniziata male e finita anche peggio.
Il protagonista si ritrova con un pò di pallottole in corpo e sul punto di morte quando riceve una seconda possibilità, che decide di sfruttare nel modo migliore.
Ai pennelli del primo numero troviamo Maurizio Di Vincenzo, che porta a casa una prova davvero buona, con più di un passaggio memorabile.
Per pronunciarmi meglio sulla qualità della serie anche dal punto di vista delle asceneggiatura preferisco aspettare qualche altro numero e vedere come si muovono le cose.
Nel frattempo posso dire che il noir della serie mi ispira, il suo essere apparentemente senza troppi fronzoli e l'atteggiamento anni 70 anche, il ritmo d'azione non è affatto male per questo primo numero e non troncare qui l'acquisto potrebbe già voler dire qualcosa di positivo.

Per ora la chiacchierata finisce qui, in attesa del secondo numero.

20.5.10

Scimmia mode On.



M'è salita una scimmia fresca fresca!

Se tutto va come dovrebbe questo gioco non mi farà uscire di casa, e sarò anche costretto a togliere tutta la polvere che si è acccumulata sulla fida 360 negli ultimi tempi.
Rockstar è una sicurezza, e l'idea di un GTA nel vecchio West mi esalta a livelli assurdi.
Già immagino cavalcate al chiaro di luna, gare di rutti nei saloon, almeno un bel mezzogiorno di fuoco e assalti a impotenti diligenze.
E' uno di quei casi in cui odio non saper aspettare, ma in fondo non è colpa mia se sono venuto su bello viziato.

17.5.10

Direttamente dal misterioso cassetto...


Ogni volta che decido di mettere un pò più in ordine il mio disordine tattico finisce sempre che mi ritrovo tra le mani cose di cui avevo dimenticato l'esistenza.
Come una serie di tavole di prova per John Doe, da cui è estrapolato il tenebroso della vignetta qua sopra.
Non dico che sono cose preistoriche ma quasi, quindi è cominciata una vera e propria corsa con l'obiettivo di modificarle e inchiostrarle.

Ogni volta mi dico che dovrei sistemare gli anfratti dell'Antro un pò più spesso.
E ogni volta, ovviamente, non lo faccio.

16.5.10

Stavolta per davvero.


E' morto Dio.
E resta immortale nella storia della musica.

[Cronache di viaggio] Verso Bruxelles.


11.05.2010

Quando torno nel mondo dei vivi la sveglia segna le 03.00 e fuori dalle tapparelle c'è solo nero.
Penso alla levataccia forzata e non so come riesco ad alzarmi abbastanza in fretta, cosa decisamente rara, visti i precedenti. Vicino a me la piccoletta mi guarda con aria triste.
Sa che devo andare ma non vuole, e a guardarla così la voglia di partire quasi mi passa.
Sono solamente tre giorni fuori casa, quindi decido di portami dietro solo l'essenziale, optando per una valigia.
Dopo aver caricato il bagaglio in macchina vado a un punto d'incontro con un'amica, nella doppia veste di amica e compagna di viaggio.
Baci d'amore per salutare la piccoletta e poi via, verso Frosinone, dove ci aspetta un pullman privato che ha come destinazione l'aereoporto di Fiumicino.
Giunto a Frosinone conosco gli altri compagni di viaggio e mi spalmo comodamente sul sedile, bisognoso di riposo.
Dopo un'oretta e mezza siamo arrivati all'aereoporto, e la mole di gente che lo frequenta mi travolge.

E' la prima volta che vado all'estero.
E' la prima volta che prendo l'aereo.
E' la prima volta che sono chiuso in un cazzo di aereoporto.

Mentre vado verso l'imbarco con la mia valigia, camminando lentamente e guardandomi attorno, mi studio il nemico.
osservo la bestia alata ferma sulla pista, mi dico che se qualcosa deve succedere non succederà oggi e vado a prendere il posto.
Hostess non carine come quelle che si vedono nei film mi salutano sorridendo e mi mostrano dove sedermi.

Sono dentro.

Continua...

Chi si fa avanti?


Fa strano pensare a come ci si gasi e si faccia la voce grossa per poi sgonfiarsi di colpo e in modo inesorabile.

Per molti la Roma avrebbe dovuto vincere il campionato e per molti altri l'aveva già vinto, anche se l'inter si è mostrata tecnicamente superiore in più di un'occasione.
Il tutto tralasciando completamente la sportività, che altrimenti la discussione è finita ancora prima di cominciare.
Fatto sta che ai nerazzurri va ancora una volta il titolo di Campioni d'Italia e nell'aria resta solo la felicità e il divertimento dovuto alle grande emozioni vissute.

E il rosicume.