6.10.08

Di numeri zero, regole di sopravvivenza e risate fragorose...


A me sa di figata.
Questo numero zero scorre tranquillo e divertente, e sinceramente tanto basta a farmi ben sperare, ansioso e fiducioso come ogni buon nerd che si rispetti.
Per la cronaca, i consigli per sopravvivere nelle situazioni d'emergenza mi hanno fatto rotolare più volte dalle risate.

Noi ci si rivede il 6 novembre, Murphy. E vedi di farti trovare preparato.

5.10.08

Vino e panino chi li portava?...

Ma cosa c'è di più soggettivo della felicità?
Qualcuno che conosco direbbe l'amore, e probabilmente non sbaglia neanche lui, ma per me la felicità rimane inarrivabile in quanto a soggettività.

Ultimamente son successe un paio di cosette che m'han mandato il morale a terra, sfondando pavimento e manto erboso.
Per fortuna che arriva la felicità, che sa colpirti quando meno te l'aspetti, con la precisione di un assassino professionista calvo e con un codice a barre tatuato sulla nuca.
Stamattina sono uscito con un paio di amici e mi sono sentito subito meglio, molto più sollevato e molto meno scocciato.
E ho pensato che a volte basta davvero poco.
Che magari esiste una ricetta per la felicità, ma che la scelta degli ingredienti da utilizzare sia lasciata a noi.
A volte basta solo una bella chiacchierata con persone fidate, una bella giornatina soleggiata, un cornetto, qualcosina da bere e un pò di tempo da spendere in argomenti seri e cazzatine varie.
Tutto il resto viene da se'.

p.s.
Se poi, sulla strada di casa, mi fermo all'edicola per vedere se c'è qualcosa di nuovo e trovo il nuovo Rat-Man con il numero zero di David Murphy 911, il senso di felicità non può che aumentare.

29.9.08

Per tutti i diavoli, che mi siano ancora alle costole?


Copio e incollo dal sito della Sergio Bonelli Editore :

Per molti le rovine della missione di San Joaquin non sono che un cumulo di pietre erose dal vento. Ma per Tex è un luogo che evoca lontani ricordi che portano la sua mente al periodo più felice della sua vita, quello in cui cavalcava a fianco della dolce Lilyth. Proprio tra le mura di quella missione, i due hanno infatti vissuto una terribile avventura, che ha rischiato di spezzare anzitempo il loro legame. È lì che l’orgoglioso e spietato apache Cuervo Malo li ha stretti d’assedio con la sua torma di rinnegati, costringendoli a una disperata resistenza!... Seduto intorno al fuoco, in compagnia dei suoi pards, Tex racconta un frammento del suo passato che fino a oggi non aveva mai rivelato!


Questa è la trama dell'albo che festeggia i sessant'anni del nostro ranger preferito, su sceneggiatura di Nizzi e Civitelli ai disegni.
Albo straordinariamente a colori, nonostante la mancanza di un doppio zero, ma non importa, l'importante è che sia il degno compleanno di uno tra i maggiori personaggi del fumetto italiano.
Più ci penso e meno mi sembra vero.
Sessant'anni. Una bella cifra.
E pensare che un sacco di gente è cresciuta con Tex, con le sue atmosfere, con i suoi duelli e con le scazzottate nei saloon.

Tex ha segnato anche la mia infanzia, grazie ad una persona che oggi non c'è più, ma che rimarrà per sempre viva nei miei ricordi.
Chiamerò questa persona F.

F aveva una grandissima collezione di Tex, era l'unica cosa che leggeva, oltre alla Gazzetta dello Sport e a qualche quotidiano vario.
Io ai tempi ero piccolino (non ricordo precisamente l'età, ma di sicuro avevo meno di dieci anni) e bazzicavo spesso per casa sua.
Ricordo benissimo l'enorme pila di Tex che teneva in ordine sul tavolino in salotto, pila da cui ogni tanto prelevavo qualche pezzo. Il giorno in cui la vidi mi parve una specie di tesoro.
Ero rimasto affascinato da quel cazzutissimo ranger che riusciva a far tutto.
Riusciva a uscire dalle situazioni più complicate e a eliminare un sacco di brutti ceffi grazie alle sue Colt.
Da quel giorno non riuscivo più a farne a meno, volevo e dovevo leggerne sempre di più. E F non era affatto scocciato da questo, anzi, mi incoraggiava e me li prestava pure.
E, in cuor mio, non smetterò mai di ringraziarlo per questo.
Credo che sia anche merito suo se oggi ho uno scopo, un'obiettivo da raggiungere, un qualcosa da realizzare.

Dovete sapere che le mie prime letture erano a base di Tex e Diabolik. Topolino e tutti gli altri vennero dopo.
Un percorso un pò strano, dunque, ma tant'è.
E' il mio, quindi un pò strano sarebbe davvero il minimo. Ma di questo parlerò in qualche altro post, che per oggi ho già divagato a sufficienza.

p.s.
Comprate questo numero, se non s'è capito :asd:
Anche perchè in allegato c'è "Il Massacro di Goldena", un romanzo di G.L.Bonelli arricchito dalle illustrazioni di Aldo Di Gennaro. E sempre al solito prezzo.
p.s.2
Auguri, satanasso!

27.9.08

Ma cosa volete che siano?



Ma che mondo sarebbe senza Maccio Capatonda?!
Senz'altro uno dei miei registi preferiti!

25.9.08

[RECE] Death Magnetic - Metallica

Uscito il 12 settembre, questo Death Magnetic è il nono album in studio della band, ma il primo che vede Robert Trujillo al basso e prodotto da Rick Rubin.
Possiamo definire l’ultima fatica del gruppo un concept album, dato che molti dei testi ruotano intorno al tema della morte.
I Metallica tentano un ritorno alle origini, dopo il mezzo passo falso rappresentato da St. Anger. Rick Rubin ha sicuramente contribuito parecchio in questo ritorno al passato.
Infatti le sonorità sono tornate al livello di quelle ascoltate in Master Of Puppets e…And Justice for All, con tracce molto lunghe, dalla media di 7min e 30secondi ciascuna.

L’album si presenta abbastanza vario, con riff d’altri tempi (non che sia un male, anzi).
The Day That Never Comes è il primo singolo dell’album, probabilmente quello che più ricorda…And Justice for All .
All Nightmare Long è bellissima, un viaggio nell’incubo che parte lento per poi esplodere rivelandosi per quello che è, un pezzo in pieno stile Metallica.
Anche Judas Kiss è senza ombra di dubbio tra i pezzi più belli dell’album, uno di quelli il cui ascolto fa partire la testa in automatico.

Cyanide e The Unforgiven III sono gli unici due pezzi che mi hanno fatto storcere il naso, anche se potrebbero piacere.
Death Magnetic conta dieci tracce e manca di una title-track.

Spendiamo quattro parole anche sui componenti del gruppo.
Di Trujillo si può parlare solo in toni positivi, James Hetfield è parecchio invecchiato, come dimostra la sua voce, molto diversa rispetto ai primi lavori.
Ulrich pesta sulla batteria con i soliti ritmi rodati, che dimostra di conoscere alla perfezione, mentre Hammett varia e anche parecchio.

In sostanza pare che i Tallica non siano particolarmente ispirati, ma che riescano comunque a rullare per esperienza.
L’ascolto rimane un obbligo, e probabilmente è questo uno dei punti di forza di una band che, nonostante gli anni sul groppone, dimostra di essere viva.
O perlomeno di essere presente all’appello.