16.5.13

[Xbox next] 5 giorni...



"A New Generation Revealed", 21 maggio 2013, ore 19:00, evento in streaming in occasione della presentazione della console che raccoglierà l'eredità della beneamata Xbox 360.
E poi, molto probabilmente, niente sarà più come prima.

Certo è che, rispetto a Sony, Microsoft ha avuto un po' di tempo in più per studiare quello che è stato reso pubblico della PS4 per cercare di assemblare un mostro capace di dominare su tutta la linea.
Premesso che ho la sensazione che entrambe le console saranno più o meno complementari in quanto a prestazioni e caratteristiche, tutte e due votate alle funzionalità online e al social (con diffusione di contenuti su Facebook, Twitter e Tumblr). La differenza, nella prossima generazione più che mai, la faranno proprio -manco a dirlo- i giochi.

Con hardware così potenti e con le nuove funzionalità a disposizione degli sviluppatori saranno proprio nuove idee e nuove meccaniche di gioco a decretare il successo di alcuni titoli piuttosto che altri.

Sarà possibile seguire l'evento tramite Xbox.com o Xbox Live, mentre per le considerazioni sparse riguardo la presentazione ci aggiorniamo subito dopo.


15.5.13

Dragonero: come la Bonelli ti fa il primo mensile fantasy



E così, dopo la storia singola uscita nel 2007, proprio adesso sta per arrivare in edicola la prima serie fantasy della Sergio Bonelli Editore, che dalle premesse sicuramente sarà capace di soddisfare sia gli appassionati del genere che gli amanti del buon fumetto d'avventura: Dragonero.
Luca Enoch e Stefano Vietti hanno creato un'ambientazione di tutto rispetto, molto varia e piena di personaggi carismatici, come Ian Arànill, scout imperiale che, come da tradizione, potrà contare sull'aiuto di un bel gruppo di comprimari, come l'orco Gmor, l'elfa Sera, l'anziano mago Alben e Myrva, sorella del protagonista arruolata nella gilda dei Tecnocrati. Tra tutte quelle che sono le caratteristiche del genere fantasy non può ovviamente mancare un mondo popolato da umani, Orchi, Elfi, Nani, Ghoul delle foreste e Algenti delle terre del Nord.

Dopo il grande successo ottenuto dall'omonimo Romanzo a Fumetti Bonelli si è pensato bene di iniziare a gettare le basi di quella che adesso diventerà ora una serie regolare, che vedrà all'opera disegnatori come Gianluca Pagliarani, Cristiano Cucina, Gianluigi Gregorini, Luca Malisan, Giancarlo Olivares, Alfio Buscaglia, Walter Trono, Francesco Rizzato, Antonella Platano, Giuseppe De Luca e Manolo Morrone.


Per quanto riguarda le copertine, affidate a Giuseppe Matteoni, vi invito a leggere QUESTO interessante pezzo del prode MMS.

Per tutto il resto potete seguire la pagina Facebook di Dragonero e il blog ufficiale, realizzato come se fosse il diario di viaggio del protagonista.

Nell'attesa che arrivi l'11 Giugno, quando il primo numero sarà disponibile in tutte le edicole, vi consiglio caldamente di approfittarne per recuperare il Romanzo a Fumetti, che fa sempre bene.



11.5.13

Resident Evil: Revelations, tra demo e succosi diari di sviluppo



Dunque, la demo di Resident Evil: Revelations è stata finalmente annunciata per il 14 maggio, mentre l'appuntamento con il gioco completo è confermato al 21 di questo mese. Personalmente sono felicissimo che questo capitolo della saga sia in arrivo anche per le console casalinghe in una versione all'altezza delle aspettative, e ad essere sincero non vedo l'ora di provarlo e perdermi tra i corridoi della Queen Zenobia, stavolta tutti in HD.

Nei pochi giorni che ancora mancano all'appuntamento è comunque possibile placare la propria fame, quasi zombesca, con i diari degli sviluppatori, tre video concentrati tutti sui vari aspetti del titolo. Una cosa simpatica e che torna utile per farvi una cultura.








5.5.13

Vedi Napoli e poi muori.



Minchia, il 2 secco i bookmaker lo danno a quota 8.00
Siamo ai livelli di un Bayern Monaco - Gubbio, proprio.
Un Gubbio senza titolari, ovviamente.

A Napoli l'ultima chiamata per un misero posto nell' Europa che conta. Attacco composto da Alvarez e Guarin.
Calcio d'inizio imminente, praticamente adesso.

Aia.



3.5.13

Veloce veloce...



Ritorno alla matita, sfiorando il carboncino, con qualche sketch veloce e soprattutto morbido.


2.5.13

A proposito del Primo Maggio...




Con un po' di doveroso ritardo giusto perché festeggiare il Primo Maggio, oggi, non ha molto senso visto che  di lavoratori se ne trovano pochi e soprattutto perché, da quello che si legge/vede/sente in giro, l'Italia non è un paese di lavoratori. E non lo è perché si è tutti furbi, sempre più degli altri, e a stare chinati a lavorare ci si perde un sacco di roba bella.
So già che questo discorso finirà in un accrocchio bello e buono, sfociando addirittura nella politica, e me ne rammarico perché di cose brutte se ne sentono purtroppo su base giornaliera, da mattina a sera.

Un Paese che è in debito con i propri cittadini, un Paese dove chi è vissuto per anni e anni ben oltre le possibilità del contribuente adesso si lamenta che c'è crisi e bisogna risparmiare. Un Paese che ha la dicitura Made in Italy invidiata in tutto il mondo tranne che in quell'Italy, dove si preferiscono stracci da cambiare un giorno sì e l'altro pure a produzioni di qualità, un Paese dove si preferisce rischiare la propria pelle pur di risparmiare due lire, togliendo lavoro a chi in quel Paese ci abita per darlo a chi finisce di affossare l'economia nazionale.

Ho 23 anni, di temi più grandi di me non ci capisco un cazzo, ma non ci vuole molto a capire che parecchia merda ce la siamo meritata tutta, giorno per giorno.

C'è la crisi, bisogna risparmiare (il popolo), non si può fare a meno delle auto blu (i politicanti), non c'è lavoro, bisogna adattarsi. Meglio rimanere a zero piuttosto che cercare di fare qualcosa tutti insieme per migliorare la situazione. Chiudiamole le fabbriche, chiudiamole tutte, così in caso di default la prima nazione che avrà il coraggio di comprarela nostra bella e stuprata Italia potrà decidere di produrre tutto il cazzo che gli pare, in quelle fabbriche, senza perdere un mucchio di tempo in burocrazia.

La tivì non la guardo, preferisco stare ore a guardare lo sciacquone del cesso girare piuttosto che pigiare quel tastino e rischiare di accenderla. I telegiornali mi danno la nausea, sempre schierati e talmente di parte che la puzza di merda si sente spesso a distanza. Sparano in strada e la notizia si usa per fare propaganda. Che importa di chi ci lascia la pelle, l'importante è fare andare avanti i morti viventi da 20.000 Euro al mese.
C'è crisi, bisogna risparmiare. Bisogna essere forti. Bisogna rinunciare al superfluo, ma l'Audi blu è bella figa, no?
Gli elettori mi fanno vomitare, forse ancora più di quello che vogliono prenderlo, il voto. Sempre lì appesi ad un mare di stronzate. Questo è meglio, quello cambierà tutto, questo sì che spacca e poi finisce sempre uguale. Un cane che si morde la coda. Un cane con evidenti problemi di Alzheimer. La speranza è sempre l'ultima a morire, ma chi di speranza campa disperato crepa.

Anche senza accendere la tivì le notizie mi piombano addosso comunque. Più che la televisione è Internet il mio ambiente naturale, e purtroppo tra i notiziari on line e i pappagalli di Facebook le stronzate vengono sempre a galla. Tutti entusiasti di quei programmi, quelli che fanno parlare la gente nelle piazze d'Italia, con trasmissioni di dieci minuti dove per forza di cose nessuno ha il tempo di finire ciò che ha da dire. E m'immagino un politicante qualunque, appartenente a un'ideologia qualsiasi, farsi grasse risate nel guardare porcherie del genere, che tanto lui a letto ci va tranquillo uguale, e fa pure sogni sereni perché non ha problemi di mutuo, di affetto, di spesa, o semplicemente perché qualsiasi cosa gli possa capitare ha abbastanza soldi e conoscenze da arginare ogni rogna e ripartire meglio di prima.
E le persone che questi problemi li hanno tutti si ammazzano, lasciando mogli e figli grazie a porci che hanno solo i soldi in testa. I loro soldi, ovviamente.

Questo post è nato da sé, è tutta roba che cresce dentro scritta nel modo migliore che mi veniva al momento, e per questo mi scuso se il testo non è strutturato al meglio o se sono presenti refusi qua e là.

In ritardo, ma buon Primo Maggio un cazzo.