28.1.11

DyD 293 - Gli Ultimi Immortali


Gli Ultimi Immortali vede Dylan alle prese con la vecchiaia che affligge tutti i residenti della casa di riposo "Garden Paradise", ospiti dei quali sembra essersi dimenticata anche la vecchia Signora.
Molto accattivante il soggetto di Giovanni di Gregorio, anche se alla fine della lettura si nota di come la sceneggiatura non sia stata troppo all'altezza di tutto quello che avrebbe potuto essere, pur presentando elementi decisamente curati come la ricercata personalità di ciascuno degli ospiti dell'edificio, tutti così diversi ma anche tutti uguali davanti al tempo, alla vita e soprattutto alla morte.
Strappa un sorriso anche la presenza di elementi che non possono che rimandare a un certo Dorian Gray e al suo dramma personale.

Alla fin fine sembra proprio che per il Nostro quest'anno di avventure inizia bene, sia per quanto riguarda Di Gregorio (che sta salendo parecchio nella mia personale classifica dei migliori sceneggiatori in forze sull'Indagatore dell'Incubo) che per i fantasmagorici disegni di Nicola Mari, che con i suoi pennelli sempre sarà uno dei Maestri della testata.

18.1.11

All'Incubo non c'è mai fine...

A giudicare dal logo sembrerebbe un reboot di Daredevil, ma in realtà le cose non stanno proprio così.
E' solo la seconda locandina del film di Dylan Dog.

Mah.

Le mie perplessità in merito, su tutto questo progetto ballerino, le ho già espresse QUI.

15.1.11

John Doe 3 - L'uomo con la macchina da presa


Sotto al bella e potente copertina ad opera di De Cubellis, che con il suo lavoro di certo non corre il rischio di lasciare delusi i fan della serie, si nasconde una storia parecchio solida, con momenti divertenti e cazzari ma anche profondi ed introspettivi.
Un albo che ci permette di conoscere ed aggiungere nuovi tasselli alla tormentata esistenza del nostro caro JD. Nello specifico è il ruolo del padre ad essere preso sotto esame, un ruolo difficile e sempre troppo poco decantato.
Tra le altre cose John vive da vicino il mondo del cinema, diventando addirittura il protagonista (e del resto mica poteva accontentarsi di meno) di un film a dir poco "divino" diretto dal mitico Clint Eastwood.

Un grande albo dietro l'altro, finora, e sono certo che questa ultima -sigh- stagione ha ancora molte sorprese in serbo per noi.

Tra le altre note è doveroso citare l'ottimo lavoro di Mauro Uzzeo alla sceneggiatura, che ci permette di vivere tutto il divertimento provato da lui stesso durante la scrittura, una tavola alla volta.
Molto buone anche le 94 tavole a firma di Luca Maresca che, dopo il numero 69, torna più maturo che mai, considerando anche il poco tempo avuto a disposizione per realizzare il tutto.

Il menù di questo terzo albo di John Doe è a base di film, divinità, padri, Clint Eastwood, comparse mai troppo ricordate, dolori di gioventù e onde energetiche lanciate da Gesù e indirizzate a dinosauri di passaggio.

Sì, se non sono stato bravo a farvelo notare ve lo dico chiaramente: ho amato questo numero!
E a quanto pare il prossimo viaggerà a tempo di rock n'roll, quindi tanto basta ad aspettare fiducioso.

8.1.11

[RECE] Che bella giornata


Premessa: la prima fatica cinematografica di Checco Zalone (al secolo Luca Pasquale Medici), quel Cado dalle nubi che ha riscosso tanto successo in giro per i cinema, io non l'ho vista, quindi proprio per questo sono entrato nel cinema senza troppe aspettative e, soprattutto, senza riferimenti che avrebbero potuto influenzarmi in questa sede.

Che bella Giornata è quello che, forse, tutti gli amanti del comico barese e dei film di questo genere si aspettavano.
E' piuttosto inutile soffermarsi sulla trama o sulla sceneggiatura, visto che soprattutto la prima non farebbe troppa fatica ad essere scritta completamente su di un kleenex usato. Ma va bene così, ovviamente, perchè il film riesce ad essere tutto quello che dovrebbe: una visione capace di regalare una novantina di minuti di puro svago, risate e divertimento senza sforzare troppo il cervello.
Le risate sono comunque tante e varie, merito anche della presenza di Caparezza e del fantastico Herbert Ballerina (asd), ben più di una faccia conosciuta per tutti gli amanti di Maccio Capatonda.
Altro fiore all'occhiello di questo film sono le gag di denuncia sociale, che si riferiscono ad alcune situazioni, stili di vita, luoghi comuni e modi di pensare, soprattutto per quanto riguarda il meridione, che arricchiscono la nostra bella penisola.
Ci si scherza su anche se, a pensarci bene a mente fredda, un pò di amaro in bocca resta.

Insomma, se non si è capito bene il film mi è piaciuto parecchio.
Certo, non una di quelle visioni destinate a diventare immortali, sia chiaro, ma del resto pretese come questa non erano neanche prese in considerazione, quindi va benissimo così.

7.1.11

Columbus.


"Ecco, io...precisamente non ricordo cosa dovevo dirle...ma di sicuro si trattava di qualcosa di importante".

6.1.11

Cominciamo male...


Bronchite.
Letto.
Kleenex usati in ogni dove.
Tengo il diavolo per le corna e tiro con tutta la forza che posso.

Basterebbero le poche righe sopra a dare una perfetta idea di questi primi giorni del nuovo anno e di come me li sto vivendo.
Ma confido che, passato questo, potrò tornare a delinquere senza troppi problemi e bello felice.
E' un lavoro duro ma qualcuno deve pur farlo, quindi tanto meglio che sia io.