6.5.11

E visto che si sono degnati di importarlo anche qua...


Filate di corsa al cinema a vederlo, che gli euronzoli sborsati per vederlo li vale decisamente tutti.

Chi ha la memoria corta oppure è solamente indeciso se fare o meno questo investimento potrebbe seriamente decidere di prendere in esame QUESTO (oppure QUESTO) prima di partire.

P.S.
La locandina qua sopra è così schifosamente minimalista da piacermi veramente tanto, quasi troppo.

3.5.11

Direttamente dalla tomba. Siete pregati di venire a riprendervi i fiori.


Sembra sia passata più o meno una vita dall'ultimo post che ho lasciato qua sopra, ma più che una sensazione mi sa che è quasi la dura realtà.
La cosa mi dispiace, perchè robe da mettere ne avrei anche, ma c'è sempre un qualcosa che mi nega la soddisfazione, un qualcosa che neanche riesco a definire troppo bene.
Voglio dire, non sono in preda ad ansie, depressioni, tormenti, fancazzismi vari e robe del genere, però non saprei a cosa sia dovuta la cosa. Vorrei poter incolpare qualcun altro che non sia io, però stavolta mi tocca. Ho a che fare con robe nuove, ritmi nuovi, orari nuovi, posti nuovi e sì, pure qualche scazzo nuovo, quindi mi tocca prendere il tempo, destreggiarmi tra gli impegni e trovare l'occasione giusta, oppure crearla, farmi largo tra le cose che devo fare e le cose che invece voglio fare.

Nel frattempo mi dispiace di aver trascurato per un pò questo posto, che è un luogo a cui mi sento molto legato per svariati motivi (che magari prima o poi racconterò), e proprio per questo il tenerlo così a digiuno è una bella mazzata.

Il tempo di togliere le ragnatele che sono proliferate e cercherò di tornare ad essere quantomeno vivo, che è proprio cosa rara di questi tempi.

16.4.11

13.4.11

Di scelte difficili, fascicoli sparsi e micragnosi allegati


Quando al liceo artistico, giunto alla fine del secondo anno, mi trovai davanti alla “temibile” scelta del corso da prendere per cercare di passare un triennio che fosse stimolante, che mi spingesse a fare e a dare del mio meglio, presi grafica senza troppi indugi. Ora, va bene che le uniche strade possibili erano due, grafica o restauro (manco la finestra dalla quale buttarsi, nella circostanza), ma c’è chi sulla scelta da fare ci si scervella veramente parecchio. Dal mio punto di vista, però, farsi problemi sulla scuola e qualsiasi cosa la riguardi mi è sempre sembrato inutile e poco produttivo: un percorso personale bisogna farlo, crescendo e sbagliando si impara quello che c’è da imparare veramente, mentre la scuola a tutto questo aggiunge poco o nulla.

Mi è sempre piaciuto scappare dalle imposizioni, m’è sempre sembrato naturale. Le persone danno il meglio quando non sono imprigionate in rigidi schemi, in gabbie predefinite oltre le quali non si può neanche guardare. Ma sto divagando troppo, cosa che puntualmente succede ogni volta che sciolgo le briglie.

Tutto questo per dire che ho fatto la mia scelta e me la sono portata avanti, difendendo la causa quando se ne presentava la necessità. Adesso la scuola è finita già da un po’, e quello che ho imparato di qua e di là cerco di applicarlo al mondo del fumetto, al mio mondo del fumetto, quello personale e sempre in fase di sperimentazione.
E’ da un pò, a dirla tutta da quando è uscita, che sto seguendo Graficamente, un corso di grafica per la pubblicità, la stampa ed il glorioso web sempre a cura della DeAgostini. Di numero in numero noto, alle volte con piacere e altre volte no, come l’infarinatura generale che mi porto dietro sugli argomenti trattati, e dove quest’infarinatura manca cerco di metterci rimedio. Mi piace “rubacchiare” tutt’intorno e restringere tutto ai miei scarabocchi e alle cose che partorisco.
Tornando a Graficamente mi tocca dire che è un corso fatto bene, di qualità, che insegna come il comunicare sia la base di tutto, e che qualsiasi mezzo capace di emozionarci parte dallo stesso cortile, dallo stesso linguaggio, che di volta in volta cambiamo in base alle nostre esigenze e al “come” vogliamo raccontare quello che raccontiamo. Ovviamente non è un corso che insegna tutto e non vi farà diventare grafici provetti se del campo non avete mai masticato nulla, però offre parecchi spunti su cui costruire altro, che poi è questa la cosa che più mi prende.
La penultima uscita (in questo momento ho sottomano l’ottavo fascicolo), in modo particolare, mi ha spinto a farmi una domanda su cui onestamente ancora sto rimuginando.

Ma quanto è brutto trovare una matita in allegato a una cosa del genere?
Sul serio, quanto?
Non so se sono io o cosa, ma è veramente una cosa da paese non civilizzato.

5.4.11

Giannizzero nero


Dago, quasi tutto partorito da una bic e un paio di pennellate digitali.

4.4.11

Di animali vari e altre cosacce...


Dalla regia mi avvisano che il nuovo numero di Animals gira già nelle migliori edicole.
Accattatevillo!