12.5.11

[RECE] RED


"Avete fatto incazzare i pensionati sbagliati!"

In genere appena intravedo la locandina o guardo il trailer di un film che cattura la mia attenzione inizio a farmi un mucchio di aspettative, aspettative che non puoi fare a meno di farti quando ti piace un certo genere o quando vedi nello stesso cast gente come zio Bruce, Morgan Freeman, John Malkovich, Mary-Louise Parker e Helen Mirren.
Ti fai le tue aspettative e poi vai a vedere il film. Una volta uscito dal cinema fai un più o meno breve confronto mentale tra quello che ti aspettavi di vedere e quello che invece hai realmente visto, arrivando così al risultato finale. Alle volte ci rimani bene, alle volte male e altre volte ancora non lo sai neanche, come ci sei rimasto.

Ed è proprio questo, nello specifico, il caso di RED, adattamento cinematografico della graphic novel targata DC Comics (e firmata da Warren Ellis per i disegni di Cully Hamner) ad opera di Robert Schwentke (Tattoo, Fightplan, Un amore all'improvviso), un film che potrebbe benissimo essere altro, ultimo ma non ultimo quello che proprio non ci si aspettava. Siamo davanti ad un action movie, di fatto, perchè ci sono esplosioni, sparatorie, fughe adrenaliniche e parecchi proiettili vaganti, ma è pure una spy-comedy, finalizzata al far divertire il pubblico e ad alleggerire l'atmosfera.
Ci sono gag e situazioni che appartengono più al linguaggio caratteristico dei serial tv piuttosto che a quello dei film, specialmente se si parla di action duri e puri.
Ecco, forse è proprio per questo motivo che ad alcuni RED non andrà del tutto giù, perchè per il resto il film sotto c'è eccome, così come c'è il mestiere e il talento degli attori.

Alla fine della giostra, RED si conferma una buona visione, divertente e ben calibrata nel suo genere, che alterna momenti action (che sono comunque tanti, eh, non aspettavi di vedere gente che pettina le bambole) a momenti più scanzonati ma non per questo necessariamente fuori luogo. Peccato sia uscito in concomitanza con robette come Machete e il nuovo Fast and Furious, che dal lato puramente economico gli sono costati davvero parecchi incassi al botteghino.

Al sottoscritto è piaciuto, ma per onestà mi tocca ammettere che visti gli attori presenti (Bruce Willis lo adoro e non è neanche una novità, ma Malkovich è meraviglioso) mi sarei fatto andare bene (quasi) tutto.

11.5.11

Intervista a Sergio Bonelli


I ragazzi di DDComics fanno QUI una bella intervista al grandissimo Sergione nazionale, padre di tanti e tanti sogni di carta che in tutti questi anni ci ha regalato (e mica sono finiti!).

All'alba di parecchie novità in uscita dalle porte della Sergio Bonelli Editore, come gli albi speciali per i rispettivi compleanni di Zagor e Nathan Never, e cose molto succose e nutrienti come il Texone di Gomez che sto aspettando letteralmente con la bava alla bocca, è una lettura bella interessante.

9.5.11

E un altro grande se ne va


Carlos Trillo.

L'ho conosciuto -e amato- con Chiara di Notte prima e Cybersix poi, ma la sua mente creativa e geniale ha sempre partorito molto, tante cose e sempre di qualità.
Di sicuro ho imparato, e di sicuro mi dispiace per la sua scomparsa.
Rimanere orfani di chi ti regala sogni, emozioni, divertimento e voglia di fare è sempre un colpo al cuore.
E fa sempre male, indipendentemente da quanto uno creda di essercisi ormai "abituato".

Dylan Dog 296 - La seconda occasione


Quando un albo dylaniato vede alle sceneggiature la firma di Paola Barbato si può star sicuri che davanti agli occhi abbiamo sicuramente un albo che vale tutta la spesa, il tempo e soprattutto il piacere della lettura.
La sua capacità di prendere il nostro caro Dylan e di scomporlo in mille piccoli pezzi, farne una sorta di puzzle con cui giocarci e divertirci, un pezzettino alla volta fino a dar vita al Suo Dylan, che più che un personaggio di carta è un'esperienza.
Se a questo aggiungiamo che ai disegni c'è un Giampiero Casertano in stato di grazia, che con il suo tratto (e una grande maestria nell'uso dei tratteggi, più che adatti a quella che a memoria è la storia più cupa e "disturbante" che sia stato chiamato a disegnare) ci permette di immedesimarci nell'atmosfera malsana che caratterizza La seconda occasione, c'è ben poco da aggiungere.
Una grande storia (soggetto non originalissimo ma la sceneggiatura fa passare tutto in secondo piano), un grande ritmo, grandi autori e un DyD che passa da cacciatore a preda nel tempo di un battito di ciglia.
Se non è un albo ottimo resta comunque di fascia parecchio alta e sicuramente sopra la media, il che mi pare un motivo già più che sufficiente per leggere questo numero 296.

6.5.11

E visto che si sono degnati di importarlo anche qua...


Filate di corsa al cinema a vederlo, che gli euronzoli sborsati per vederlo li vale decisamente tutti.

Chi ha la memoria corta oppure è solamente indeciso se fare o meno questo investimento potrebbe seriamente decidere di prendere in esame QUESTO (oppure QUESTO) prima di partire.

P.S.
La locandina qua sopra è così schifosamente minimalista da piacermi veramente tanto, quasi troppo.

3.5.11

Direttamente dalla tomba. Siete pregati di venire a riprendervi i fiori.


Sembra sia passata più o meno una vita dall'ultimo post che ho lasciato qua sopra, ma più che una sensazione mi sa che è quasi la dura realtà.
La cosa mi dispiace, perchè robe da mettere ne avrei anche, ma c'è sempre un qualcosa che mi nega la soddisfazione, un qualcosa che neanche riesco a definire troppo bene.
Voglio dire, non sono in preda ad ansie, depressioni, tormenti, fancazzismi vari e robe del genere, però non saprei a cosa sia dovuta la cosa. Vorrei poter incolpare qualcun altro che non sia io, però stavolta mi tocca. Ho a che fare con robe nuove, ritmi nuovi, orari nuovi, posti nuovi e sì, pure qualche scazzo nuovo, quindi mi tocca prendere il tempo, destreggiarmi tra gli impegni e trovare l'occasione giusta, oppure crearla, farmi largo tra le cose che devo fare e le cose che invece voglio fare.

Nel frattempo mi dispiace di aver trascurato per un pò questo posto, che è un luogo a cui mi sento molto legato per svariati motivi (che magari prima o poi racconterò), e proprio per questo il tenerlo così a digiuno è una bella mazzata.

Il tempo di togliere le ragnatele che sono proliferate e cercherò di tornare ad essere quantomeno vivo, che è proprio cosa rara di questi tempi.