29.11.10

Alla fine anche il Tenente Frank Drebin si è congedato.


Vengo a sapere solo adesso della scomparsa del grande Leslie Nielsen, attore canadese protagonista di tantissimi film di successo.
A quanto si legge sulla rete, ci ha lasciato in seguito ad alcune complicazioni di una polmonite.
Aveva 84 anni e cose belle ne ha fatte in vita sua, ma ci sono rimasto di merda lo stesso appena l'ho saputo.
Strano come certe cose colpiscano più di altre.
Strano come certe persone a noi sconosciute ci stiano più a cuore rispetto ad altre che invece conosciamo.

Da parte mia lo ricorderò sempre per tutte le risate che mi ha regalato mentre vestiva sia i panni del tenente Frank Drebin che quelli del Presidente USA in Scary Movie 3.

28.11.10

Il Corpo e lo Spirito



Come si diceva già il mese scorso (e quello prima ancora, se non sbaglio troppo) il nostro ragazzo d'oro aka John Doe è tornato e, data la natura stessa del personaggio, non poteva certo accontentarsi di un ritorno sulla scena in punta di piedi.
Neanche a parlarne.
Il secondo albo di quest'ultima stagione, Il Corpo e lo Spirito, è un albo che nessuno dovrebbe farsi mancare. Compresi i detrattori di JD.
La storia, con sceneggiatura di Bartoli, è fenomenale e, senza entrare troppo nel dettaglio, è riuscita quasi a commuovermi oltre che a stupirmi per via del lato quasi inedito mostrato da JD, un lato che non mancherà di stupire la schiera di affezionati al personaggio.

I disegni sono della brava Silvia Califano, alla sua prima esperienza con un albo da 94 tavole, con il suo stile realistico che però non si fa mancare qualche azzeccata sfumatura nel mondo del grottesco.
Che altro dire se non che con un inizio così è veramente ma veramente difficile dover aspettare la solita trentina di giorni che separano dall'albo successivo.

P.s.
L'illustrazione che apre il post è opera del prode Andrea Gabaldi, che mi piacerebbe parecchio rivedere all'opera anche su questa ultima season.

24.11.10

[RECE] Scott Pilgrim Vs. The World


Dopo essermelo ripromesso già da un pò, ho avuto finalmente modo di vedere Scott Pilgrim Vs. The World, e la felicità che scorre adesso in me è talmente tanta che voglio condividerla con voi, anche se magari lo avete già visto e quindi sicuramente apprezzato.

Lo confesso, io amo Edgar Wright.

Ne sono consapevole allo stesso modo in cui sono consapevole che non potrei fare altrimenti neanche volendo.
Dopo due gioiellini come l’Alba dei morti dementi e Hot Fuzz, che sono entrati a pieno diritto nella schiera dei miei film preferiti di tutti i tempi, il geniale Edgar Wright torna nelle sale con quest’ ottimo Scott Pilgrim Vs. The World, dandomi nuova materia per sognare, divertirmi ed esaltarmi fino a livelli raramente esplorati. Passando a parlare dei tecnicismi possiamo tranquillamente dire che per un film del genere il cast è pressoché perfetto, mentre il soggetto è un capolavoro, la sceneggiatura azzeccata ed efficace e la colonna sonora, con una musica che gioca anche un ruolo niente male, a dir poco fantastica!
Se poi consideriamo tutte le strizzatine d’occhio (molte volte parecchio più di semplici strizzatine) a cose come Street Fighter, i cari videogiochi della gloriosa epoca degli 8bit, fumetti e la vita più dietro le quinte di una promettente band musicale, gli ingredienti per salire a bordo della giostra ci sono proprio tutti.

Insomma, Edgar Wright è capace di osare, mischiando vari linguaggi e meccanismi tra loro fino ad ottenere l’ennesimo gioiellino a cui non si può fare a meno di assistere, spesso e volentieri con una risatina di fondo da eterni bambini, per fortuna mai troppo cresciuti.

Non ho parlato volutamente di quella che è la trama di Scott Pilgrim Vs. The World, e non l’ho fatto semplicemente perché è un’esperienza che dovete fare senza influenze di sorta.
Salite sulla giostra e non ve ne pentirete.

Promesso.

22.11.10

Reborn.


La copertina del secondo (!) numero di JD, a breve in edicola.
Ma quanto cazzo è bravo Davide De Cubellis?!

19.11.10

Istantanea.


E' un periodo, questo, ma un periodo di quelli...

Per fare tutto quello che presumibilmente dovrei fare, sarebbe necessario clonarmi più o meno all'infinito, ma è una cosa che non augurerei neanche al migliore dei mondi possibili, figuriamoci questo!

Cheers!

18.11.10

Telephone Sketch!


Al telefono con Dylan Dog, anche se in questo caso l'indagatore dell'Incubo se ne stava bello spalmato sul foglio di carta.
Comunque vadano le cose, sempre tenere blocchetto e matita vicino al telefono, che non si sa mai.
Echecazzo, telefonatemi più spesso!

17.11.10

Rotfl.


Navigando per la rete alla ricerca di rivelazioni riguardanti il nuovo Call of Duty, sottotitolato Black Ops, per decidere se farlo mio o no, mi sono imbattuto nell'immagine qui sopra.

Giuro che mi ha ucciso.
Quasi quanto una sventagliata di Ak-47.

Per i non armaioli (e per darmi una palese scusa per postare simpatiche donnine parecchio allergiche ai vestiti):

16.11.10

Fumetti in tivì.


Ho appena finito di vedere l'ultima puntata di Life, interamente incentrata sul coloratissimo mondo dei nostri amati fumetti, che trovate in streaming QUI (e che vi consiglio a prescindere se vi piacciano o meno i fumetti).
Si parla di fumetti e tra gli ospiti figurano il gigante Carlo Ambrosini, Forattini e Nancy Brilli, da sempre lettrice di Topolino e fumetti americani.
Una puntata che trascorre in modo piacevole, nonostante i conduttori palesemente poco preparati e gli scarsi approfondimenti/discussioni, che vertono veramente su pochissime cose.
Chiaro che se ci mettiamo a discutere di tutta la storia del fumetto dagli albori ad oggi non la finiamo più, ma prendere come oggetto di discussione qualcosa che non siano i soliti Peanuts o Topolino non mi sembra sia chiedere poi troppo.
C'è anche una breve intervista a Milo Manara, che tuttavia è trascurabile, e un'altra a Claudio Nizzi, conosciutissimo sceneggiatore di Tex, che si diverte a calarsi nei panni dello stesso Aquila della Notte per raccontarci la sua storia.

Insomma, se i fumetti non vi piacciono (e fate male!) vale comunque la pena di fiondarsi a guardare la puntata per ammirare Claudio Ambrosini che, blocchetto alla mano, disegna il trittico delle meraviglie composto da Dylan Dog, Jan Dix e Napoleone.

15.11.10

Pa pa pa pa pa papapapa pa



Del Kinect (l'aggeggino Microsoft che vi permette di fare gli idioti davanti alla televisione al modico prezzo di 150 euronzoli) come aggeggio in generale e come provabile nuova rivoluzione del modo di intendere i videogiochi mi fido poco, ma questa roba qui ci seppellirà tutti.
Il vantaggio di avere dalla propria parte munizioni infinite, suppongo.

O di essere la mamma di Chuck Norris.

13.11.10

160 e non sentirli.


Auguroni doverosi vanno oggi al grandissimo Louis Stevenson, stupendo centosessantenne, che ricorderò sempre per avermi offerto la possibilità di godere di capolavori come L'isola del Tesoro e Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde.

10.11.10

Beforelife? L'ennesima faccia di Resident Evil.


La cara, vecchia (e bona!) Alice, al secolo Milla Jovovich, conferma le voci che vogliono un nuovo capitolo della saga cinematografica di Resident Evil, il capolavoro videoludico di casa Capcom.
La rivedremo presto sul grande schermo quindi, nel bene e soprattutto nel male.
Certo, lei è fantastica e su questo punto non credo di trovare nessuno in disaccordo, ma è anche vero che i film sono stati quasi tutti uno peggio dell'altro, soprattutto se si pensa alla qualità a cui ci ha abituato la controparte per console.
Ma tant'è, il bruttarello Afterlife ha incassato e anche tanto, quindi tanto basta a rimettere in moto tutto quel fantastico e spesso terribile meccanismo che porta a ritrovarsi con decine e decine di film per ogni saga di successo.

Da fan della sempre bellissima e superiore Milla, aspetto volentieri.

Da fan della serie Capcom, invece, tremo.

6.11.10

Vita di corsia.


La mia cara nonnina è stata ricoverata in ospedale e stamattina sono andato a trovarla, per farle un pò di compagnia durante l'orario di visite.
Per lei nulla di grave, per fortuna, anche se i medici hanno ritenuto necessario tenerla ancora un pò sotto osservazione, in modo da fare tutte le analisi necessarie (è anche vero che l'ospedale è in una situazione alquanto delicata e ha quindi bisogno di un bel numero di pazienti al suo interno). Ormai era da parecchio che non mettevo piede in un ospedale ma, esattamente come l'ultima volta, la sensazione è stata esattamente la stessa.
Nella stanza occupata da mia nonna ci sono altre quattro vecchiette, ognuna con il proprio spazietto, le proprie abitudini e i propri acciacchi, ed è stato molto bello notare che nonostante tutto è lei quella messa meglio, anche se è pur sempre la più giovincella del quartetto.
E qui arriviamo dove voglio arrivare.

Io non voglio diventare vecchio.
Voglio dire, so che il tempo passa per tutti e chi ci arriva è pure fortunato, eppure preferirei fermarmi prima. E l'ospedale è il luogo che più di ogni altro alimenta questa mia riflessione.
Nella stanza di mia nonna c'è una vecchia che ormai non capisce più nulla: non parla, ha lo sguardo perso nel vuoto, non può alzarsi/muoversi/camminare e per mangiare deve aspettare che arrivi il figlio a imboccarla.
E' un'ameba in tutto e per tutto, e mentre la guardo mi domando se "vivere" in quello stato abbia un senso oppure no.
Dipendere da qualcuno per tutto mi seccherebbe veramente parecchio, ma non si tratta solo di questo. Certo, ci sono anche nonnetti quasi centenari (e ne conosco) che mantengono ancora una lucidità migliore della mia, e questa sì che è una bella figata, ma l'altra faccia della medaglia è ritrovarsi con uno che deve reggertelo quando vai a pisciare, nel migliore dei casi.

Strano come, con il passare degli anni, certe situazioni mi facciano sempre lo stesso effetto.

3.11.10

Pezzi pezzi...


Mi è recentemente tornata una grandissima voglia di sperimentare con il colore, quindi almeno per un altro pochetto tocca sopportare sketch interamente digitali e prove varie.
L'intenzione è quella di impadronirmi del mezzo e arrivare ad un modo di stendere i colori funzionale e personale, e per arrivare a questo risultato bisogna sperimentare e ancora sperimentare.
E quando si pensa di aver finito, è probabile che in realtà si sta solamente iniziando.
Va così, incomma