17.4.12

John Doe 18 - L'uomo che amava le donne

Di quanto mi stia piacendo questo quarto e ultimo arco narrativo di John Doe ne parlerò a stagione conclusa, limitandomi per il momento a chiacchierare solamente di questo albo, nonostante sia riuscito a leggerlo poco prima di ritrovarmi fuori tempo massimo.

Se avete passato l'ultimo anno e mezzo a cercare acqua sulla Luna vi basti sapere che John Doe, dopo essere stato bandito dal proprio universo, è costretto mese dopo mese a confrontarsi con i diversi generi narrativi ai quali viene dato in pasto senza troppe gentilezze.
Se date uno sguardo alla splendida copertina di DeCu e, soprattutto, se riconoscete LEI, non dovrebbe esservi troppo difficile capire dove sia capitato stavolta il Golden Boy di casa Aurea.

Esatto, John Doe è sbarcato nel Pornomondo, regalandoci, oltre ad una bella lettura, anche quello che è uno degli albi più belli della corrente stagione.
Del resto, con Roberto Recchioni e Mauro Uzzeo alla sceneggiatura non avevo dubbi sulla riuscita del numero, sapendo quanto stanno a cuore certe tematiche al RRobe nazionale.

Viste le premesse ci si potrebbe facilmente aspettare di ritrovarsi tra le mai un albo ai limiti dell'osceno, volgare e quantomai "semplice" nella messa in scena, ma probabilmente non ci sarebbe nulla di più lontano dalla realtà.
L'uomo che amava le donne non è assolutamente un albo pornografico, quanto piuttosto una bella, vera e divertente analisi di quelle che sono vere e proprie meccaniche prestabilite e diventate ormai un punto fermo e obbligatorio di tutta la sterminata produzione per adulti (gli appassionati del genere non potranno non cogliere due o tre rimandi al mondo Brazzers). Citazioni anche ad Arancia Meccanica, film smielati e un senso di déjà vu guardando la caratterizzazione grafica di un paio delle tante dolci donzelle presenti nella storia, che ricordano parecchio alcune professioniste del mondo a luci rosse a stelle e strisce.
E poi, ovviamente, c'è Sasha!

Per il resto bei dialoghi, alcune battute micidiali, parecchie risate durante la lettura e un finale del tutto in contrapposizione rispetto a qualsiasi forma di buonsenso vigente a Pornolandia.
Di sicuro non c'era nessuno che potesse illustrare un numero del genere meglio di Flaviano Armentaro, che ha realizzato il tutto in modo davvero magistrale, grazie al suo tratto dinamico e grottesco, aggettivi che ben si adattano allo spicchio di pornografia preso in esame e usato come base su cui costruire quest'ennesima escusione del caro John all'interno di un genere che, visto il personaggio, non poteva decisamente mancare.
L'unica pecca riscontrabile è una scarsa qualità di stampa, che avrebbe reso il prodotto addirittura migliore di quello che è già.
Nonostante questo resta, almeno per il sottoscritto, uno dei cinque numeri migliori di sempre, sia chiaro.

E il mese prossimo ci ritroveremo catapultati nel Noir più nero. Slurp!

2 commenti:

Ren ha detto...

Questa cover è abbastanza epica!

il Dave ha detto...

L'ho stampata e incorniciata di fronte alla postazione di lavoro, ti basta? ;D